Dubai Opera - 2016/2026
Il 31 agosto 2016 Dubai Opera apriva le porte con un concerto di Placido Domingo e l'orchestra del Teatro Verdi di Trieste. Da allora sono passati dieci anni, e l'edificio disegnato dall'architetto danese Janus Rostock, dello studio Atkins, resta uno dei più riusciti tributi contemporanei alla storia marittima della città: la sua forma richiama i dhow, le imbarcazioni che ancora oggi solcano il creek.
Dentro c'è una struttura eclettica: teatro, sala concerti, salone per eventi, spazio espositivo, a seconda di cosa ospita.
E poi ci sono alcuni dettagli che a me, va detto, fanno sempre un certo effetto. Le oltre 1200 poltrone della sala, che si chiamano "Pitagora", sono state realizzate da Poltrona Frau. E da qualche anno il direttore artistico è l'italiano Paolo Petrocelli. Design ed eccellenza italiane incastonate tra il Burj Khalifa e i grattacieli di Downtown.
La stagione 2026/27, appena annunciata, conferma la vocazione eclettica del teatro.
Si parte il 29 agosto con la comicità tagliente di Jimmy Carr, e da lì il calendario si allarga in ogni direzione: a metà settembre arriva il balletto de Le Nozze di Figaro, il 22 ottobre i Gipsy Kings tornano in versione sinfonica, e per tutto il mese di ottobre la Opera diventa il cuore del Dubai Comedy Festival, con nomi come Trevor Noah, Mo Gilligan e Katherine Ryan. A novembre spazio alla voce di Hiba Tawaji insieme a Ibrahim Maalouf, in un concerto a metà tra jazz e chanson francese. Dicembre porta il virtuosismo del pianista Denis Matsuev, mentre a gennaio, per chi ama le atmosfere più classiche, torna Il Lago dei Cigni, questa volta sul ghiaccio.
È proprio in questa varietà, dal rock alla lirica, dal cabaret al balletto, che secondo me sta il senso più autentico della Dubai Opera: non un tempio della tradizione chiuso su se stesso, ma un palcoscenico che riflette la città che lo ospita, cosmopolita, curiosa, sempre un po' fuori formato.
Ed è un edificio che si può anche visitare da dentro, non solo ammirare da fuori. Il Dubai Opera Grand Tour porta i visitatori oltre il sipario, nei camerini, nelle sale prova con gli specchi che sembrano infiniti, fino alla stanza dei trabocchetti, quella che di solito resta invisibile anche a chi va a teatro ogni settimana. Il tour dura due ore, i biglietti partono da 70 AED, e si può prolungare la visita con un pranzo o un tè da Bisou o da Alba, i due ristoranti della Opera. Un modo diverso di guardare l'edificio, da dentro le quinte invece che dalla platea.