Madha, Nahwa e una storia di confini
Una stranezza geografica tra Oman ed Emirati
2 ottobre 2026 - Tempo di lettura: 5 minuti.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un video di Yes Theory, un gruppo di creator che viaggia per il mondo alla ricerca di luoghi e storie decisamente fuori dall’ordinario. Il titolo era già un programma: A Country Inside a Country Inside a Country?
Nel video raccontano del loro viaggio alla scoperta di Madha e Nahwa per raccontare uno dei confini più strani al mondo.
Un’anomalia geografica. Ce ne sono solo 8 al mondo di questo tipo e 7 sono in Belgio… l’ottava a pochi km da Dubai!
Se guardate una mappa degli Emirati nella zona tra Fujairah, Khor Fakkan e le montagne dell’Hajar, a un certo punto potreste pensare che qualcuno abbia fatto un po’ di confusione con i confini.
Invece no. Qui esiste un piccolo territorio dell’Oman completamente circondato dagli Emirati Arabi Uniti. Si chiama Madha.
Ma dentro Madha c’è Nahwa, un piccolo territorio che appartiene all’Emirato di Sharjah.
Quindi, ricapitolando: Emirati dentro Oman dentro Emirati…
Nahwa è quella che in geografia politica viene chiamata una counter-enclave, o enclave di secondo livello: un territorio appartenente a uno Stato, completamente circondato da un territorio appartenente a un altro Stato che, a sua volta, è circondato dal primo.
Se vi gira già un po’ la testa, è normale.
Come siamo arrivati a questa anomalia?
La risposta breve è che i confini di questa parte della penisola arabica non sono sempre esistiti come li vediamo oggi sulle nostre mappe.
Prima della nascita degli Emirati Arabi Uniti nel 1971, il territorio era organizzato attraverso un sistema molto più fluido di villaggi, tribù, famiglie regnanti e allegiances (fedeltà, lealtà, appartenenza a un'autorità o a un sovrano). Le comunità riconoscevano l’autorità di diversi sheikhs, ai quali potevano rivolgersi per protezione o per risolvere controversie.
Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta, secondo le testimonianze raccolte successivamente dagli antropologi William e Fidelity Lancaster, gli abitanti di Madha decisero di riconoscere l’autorità del Sultanato dell’Oman.
Nahwa mantenne invece il proprio legame con gli Al Qasimi di Sharjah.
Fin qui tutto abbastanza semplice, gli abitanti della zona si considerano, tra l’altro, facenti parte tutti di una grande famiglia!
Il problema arriva quando quelle appartenenze devono diventare linee su una mappa.
Entra in scena Julian Walker
Negli anni Cinquanta del secolo scorso, un giovane diplomatico britannico di nome Julian Walker ricevette un incarico tutt’altro che semplice: contribuire a definire i confini degli allora Trucial States.
Non arrivò con una bella cartina dettagliata sulla quale tirare qualche riga. Gran parte del territorio non era ancora cartografato in maniera sufficientemente precisa e, soprattutto, le comunità locali non ragionavano necessariamente in termini di frontiere lineari come facciamo oggi.
Walker viaggiò quindi attraverso il territorio, incontrò ruler e abitanti e raccolse informazioni: chi controllava una determinata area, a chi veniva pagata la zakat*, a quale sheikh una comunità riconosceva la propria allegiance, chi utilizzava un pozzo, coltivava un terreno o pascolava in una certa zona.
Con una Land Rover, una bussola, le informazioni raccolte sul posto e parecchia pazienza, cercò di trasformare una rete di relazioni e appartenenze in qualcosa che potesse essere disegnato su una carta geografica.
Le mappe prodotte sulla base del suo lavoro contribuirono a definire molti dei confini che conosciamo oggi.
E Madha e Nahwa sono forse uno degli esempi più belli per capire quanto sia difficile trasformare le persone e le loro appartenenze in linee.
Si può andare? Sì. Ed è probabilmente questa la parte più divertente della storia.
Non aspettatevi il classico confine internazionale con checkpoint, code di automobili e timbri sul passaporto: troverete continuità del paesaggio che rende ancora più curioso attraversare territori che sulla carta appartengono a due Stati diversi.
E intorno ci sono montagne, wadi, piccoli insediamenti, palmeti e un paesaggio brullo, roccioso, bellissimo a mio avviso.
Se questa storia vi ha fatto venire voglia di prendere la macchina e andare a vedere cosa c’è laggiù vi consiglio di dare un’occhiata a Off The Beaten Track UAE.
È un progetto dedicato proprio alla scoperta degli angoli meno conosciuti degli Emirati: montagne e wadi, percorsi di hiking, spiagge, piccoli insediamenti e luoghi che difficilmente entrano negli itinerari più classici.
Io continuo volentieri a raccontarvi la storia, la cultura e le molte stranezze di questo Paese; quando si tratta di infilarsi tra montagne e wadi, preferisco invece indicarvi chi lo fa meglio di me.
Conoscere meglio gli Emirati significa anche imparare a scegliere le persone giuste con cui scoprirli.
Fonti e per approfondire
Il video di Yes Theory: https://www.youtube.com/watch?v=QrZVjp5IhR0
Il sito di Off The Braten Track: https://offthebeatentrackuae.com
Libri:
William Lancaster & Fidelity Lancaster, Honour Is in Contentment: Life Before Oil in Ras Al-Khaimah (UAE) and Some Neighbouring Regions, De Gruyter, 2011. È la fonte più importante per la parte sulle comunità locali prima della definizione dei confini moderni: autorità dei Ruler, zakat, appartenenze e testimonianze orali relative anche a Madha. Il volume nasce da anni di ricerca sul campo e interviste.
Julian Walker, Tyro on the Trucial Coast, The Memoir Club, 1999. Le memorie dello stesso Walker sul periodo trascorso negli Stati della Tregua. È particolarmente interessante per capire il lavoro sul territorio che portò alla ricostruzione e alla delimitazione dei confini.
Arabian Gulf Digital Archive, FO 1016/498, Muscat–Trucial States Boundary: Wadi Madha, 1956. Per chi vuole andare direttamente alle fonti d'archivio britanniche. Il fascicolo documenta come ancora nel 1956 Wadi Madha fosse un'area contesa e mostra quanto fosse complesso trasformare le appartenenze locali in un confine internazionale.
“Mapping the Emirates: how one British agent roamed the desert in the 1950s”, The National, 2020. È quello che consiglierei per approfondire Julian Walker senza dover trovare il suo libro: racconta i suoi viaggi, il lavoro con le comunità e i Ruler e la difficoltà di tracciare confini in un territorio nel quale erano soprattutto le persone, e non linee geografiche precise, a definire le appartenenze.
Alexander McNabb, Children of the Seven Sands: The Human History of the United Arab Emirates, Motivate Media Group, 2025.
Una ricostruzione ampia della storia umana degli Emirati, dalla preistoria alla nascita della Federazione. Per il tema di questo articolo è particolarmente utile la parte dedicata alla formazione territoriale degli Stati della Tregua e a Madha (p. 343)Alexander McNabb, “The Seven Emirates That Weren't Seven Emirates…”, A Commonplace From The Emirates, 3 maggio 2026. Una lettura contemporanea molto piacevole per allargare lo sguardo: Madha e Nahwa diventano parte di una storia più grande, quella di un territorio molto più frammentato e complesso dei “sette Emirati” che oggi diamo per scontati. Segui qui il suo Substack
*La zakat è uno dei cinque pilastri dell’Islam: prevede di destinare una parte della propria ricchezza a specifiche categorie di beneficiari. Storicamente, il pagamento della zakat a un determinato Ruler poteva anche indicare il riconoscimento della sua autorità.)