Archeologia negli Emirati Arabi Uniti

15 ottobre 2026

«Negli Emirati non c’è storia». È una frase che mi viene ripetuta spesso, e ogni volta penso a quante cose bisognerebbe sapere prima di pronunciarla.

Tra le dune, ai piedi delle montagne, sulle isole e persino tra i quartieri della Dubai contemporanea si trovano tracce di comunità che hanno abitato questo territorio per millenni. Tombe monumentali, villaggi, antichi porti, luoghi di culto e sistemi di irrigazione raccontano come si viveva, si commerciava e si trovavano soluzioni per abitare un ambiente complesso, molto prima della nascita degli Emirati Arabi Uniti nel 1971.

L’archeologia restituisce così la storia di un territorio attraversato da persone, merci, tecniche e credenze, in relazione con altre sponde del Golfo e dell’Oceano Indiano. Una storia che aiuta anche a leggere il presente, riconoscendo radici e continuità dove siamo abituati a vedere soprattutto trasformazioni.

Ho raccolto in questo articolo alcuni siti archeologici di Dubai e degli altri Emirati: alcuni attrezzati per accogliere i visitatori, altri ancora oggetto di ricerca o accessibili soltanto in occasioni particolari.
Da Saruq Al Hadid a Mleiha, dalle tombe di Al Ain al monastero di Sir Bani Yas, fino alla moschea di Al Bidya, è un invito a conoscere il paese partendo dalle tracce di chi lo ha abitato prima di noi.

In totale sono 94 i siti distribuiti nelle sette suddivisioni amministrative degli Emirati Arabi Uniti. Siti archeologici, luoghi di interesse storico, siti del patrimonio culturale e monumenti. Fonte
In questo articolo troverai una mia selezione!

Dubai

Saruq Al Hadid
Uno dei siti fondamentali per lo studio della metallurgia e delle reti di scambio nell’Arabia sudorientale, particolarmente importante nell’età del Ferro. Scavo ancora in corso. Museo che ne raccoglie i reperti aperto e visitabile, meglio ancora se lo fai con noi! Clicca qui per prenotare la prossima visita al Saruq Al Hadid Museum con l’archeologa Alessandra Siragusa.

Jumeirah Archaeological Site
Insediamento di epoca islamica, con una fase principale tra VIII e XIII secolo e successive rioccupazioni. Permette di raccontare Dubai nel contesto delle rotte commerciali medievali. Eh si, ti portiamo anche qui noi… Clicca qui per partecipare al prossimo Itinerario Speciale in programma a novembre.

Al Qusais
Il sito, scoperto nel 1974, comprende un vasto insediamento con una necropoli composta da circa 120 sepolture individuali e diverse tombe collettive. Risale all’età del Bronzo, in particolare al periodo di Wadi Suq (II millennio a.C.), e all’età del Ferro (I millennio a.C.). All’interno delle tombe sono stati rinvenuti numerosi reperti, tra cui oggetti in bronzo, pietra e ceramica, oltre a gioielli come perline, bracciali, cavigliere, anelli e orecchini. (l’area si trova alle spalle dell’Aeroporto di Dubai).

Al Sufouh
Antico insediamento dell’età del Bronzo, risalente al III millennio a.C. Gli scavi hanno portato alla luce una tomba circolare del tipo Umm an-Nar, datata tra il 2500 e il 2000 a.C. (a due passi da Secret Beach).

Paesaggio archeologico di Hatta
Comprende le tombe di Jabal Al Yamh e gli insediamenti di Suhaila 1, Suhaila 2 e Wadi Jeema. Un insieme di testimonianze funerarie e villaggi montani, non un singolo monumento.
Hatta vale una visita per mille motivi e la bella stagione è un invito a visitare questa splendida località fra le montagne rocciose della catena. Leggi qui!

Sharjah

Mleiha
Grande complesso con tombe, edifici monumentali, fortificazioni e testimonianze di scambi. Particolarmente importante per il periodo preislamico; il centro archeologico ospita un bellissimo museo: il Mleiha Archaeological Centre, inaugurato nel 2016, progettato da Dabbagh Architects, lo studio fondato a Dubai nel 2008 dall’architetta saudita Sumaya Dabbagh. Il suo lavoro dedica particolare attenzione al rapporto fra architettura, memoria e identità dei luoghi.
A Mlehia hai anche la possibilità di fare tantissime attività per vivere al meglio la destinazione!
Scrivimi per avere maggiori info.

Jebel Faya / Faya Palaeolandscape
Il sito conserva testimonianze della presenza umana risalenti al Paleolitico medio e al Neolitico, tra 210.000 e 6.000 anni fa. Gli strati archeologici rivelano come cacciatori-raccoglitori e comunità di pastori si siano adattati a condizioni climatiche estreme, caratterizzate dall’alternanza di periodi aridi e piovosi ogni 20.000 anni. Oltre alle attività di sussistenza, i primi gruppi umani sfruttavano le caratteristiche geomorfologiche del luogo per ricavare materie prime. Grazie alla varietà delle fonti d’acqua e delle risorse disponibili, Faya offre preziose informazioni sulla capacità umana di adattarsi e sopravvivere in ambienti estremamente aridi.
Dal luglio del 2025 è stato inserito nella UNESCO World Heritage List.

Jebel Al Buhais
Complesso funerario con sepolture appartenenti a periodi diversi; particolarmente significativo il sito neolitico BHS 18.
Ai piedi di Jebel Al Buhais si trova il Buhais Geology Park, inaugurato nel 2020 e progettato da Hopkins Architects. I cinque volumi interconnessi si ispirano ai ricci di mare fossili rinvenuti sul posto, memoria dell’antico fondale marino. Le strutture in calcestruzzo, rivestite da pannelli d’acciaio nei colori del deserto, sono progettate per limitare l’impatto sul terreno. Un percorso esterno collega il centro alle formazioni geologiche e alle sepolture preistoriche. Stupendo, vale una visita!!
Fonte: Sharjah Archaeology Authority

Al Ain

Ad Al Ain bisogna comprendere il rapporto fra le oasi, gli insediamenti e la gestione dell’acqua. I suoi siti culturali, iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO dal 2011, comprendono Hili, le tombe di Jebel Hafit, Bidaa Bint Saud e le sei oasi, e raccontano millenni di presenza umana in questo territorio.

Ai piedi di Jebel Hafit si trovano tombe in pietra risalenti a circa 5.000 anni fa, che hanno dato il nome a un’intera fase dell’età del Bronzo. A Hili, le sepolture collettive monumentali si affiancano alle testimonianze di villaggi e attività agricole; fra i resti più riconoscibili c’è la Grande Tomba, dalla pianta circolare e con ingressi decorati da rilievi. Bidaa Bint Saud conserva invece sepolture di epoche diverse e antichi sistemi di irrigazione sotterranea, gli aflaj, fondamentali per lo sviluppo delle comunità.

La visita può proseguire nelle oasi, dove l’ombra delle palme e i canali d’acqua aiutano a comprendere concretamente ciò che l’archeologia racconta: il lavoro e le conoscenze necessari per coltivare e abitare questo paesaggio.
Fonte: Experience Abu Dhabi

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Abu Dhabi - Isole e Costa

Anche lungo la costa e sulle isole di Abu Dhabi si conservano testimonianze importanti della storia del territorio. Il mare offriva risorse alimentari e vie di comunicazione, mettendo le comunità locali in contatto con altre sponde del Golfo.

Sull’isola di Umm an-Nar, gli scavi hanno portato alla luce un insediamento e tombe collettive monumentali dell’età del Bronzo. Le scoperte sono state così significative da dare il nome a un’intera cultura archeologica, diffusa anche in altre parti degli attuali Emirati e dell’Oman.

A Sir Bani Yas Island, invece, si trovano i resti di una chiesa e di un monastero cristiano attivo fra la tarda antichità e i primi secoli dell’Islam. Una testimonianza preziosa della storia religiosa del Golfo e dei collegamenti fra le comunità che ne abitavano le coste.
A Sir Bani Island potete dormire in uno splendido Anantara e fare un bellissimo safari tra gli animali liberi nel parco naturale protetto dell’isola. Un sogno!

Fonte: abudhabiculture.ae

UMM AL QUWAIN

Qui la ricerca archeologica ci racconta una storia strettamente legata al mare e alle mangrovie.
Fra i siti più importanti c’è Ed-Dur, un grande insediamento costiero fiorito nei primi secoli dopo Cristo. Abitazioni, sepolture, un edificio fortificato e un tempio tradizionalmente associato al culto del dio solare Shamash testimoniano la complessità di questa comunità e i suoi rapporti commerciali con altre regioni.

Al confine con Sharjah si trova Tell Abraq, un insediamento con una lunga storia di occupazione, importante già nell’età del Bronzo. Gli scavi hanno restituito testimonianze di attività agricole, allevamento e scambi, contribuendo a ricostruire la vita delle comunità che abitavano questa parte della costa.

RAS AL KHAIMAH

A Ras Al Khaimah, i siti archeologici invece ci portano a riflettere sulrapporto fra le montagne, le fertili pianure e i porti affacciati sul Golfo. A Shimal, ai piedi dei rilievi, si estende un importante paesaggio di tombe e insediamenti dell’età del Bronzo. Le sepolture collettive permettono di conoscere le comunità che abitavano questo territorio e i loro legami con il resto della penisola. Anche Dhayah, conosciuta soprattutto per il forte sulla collina (visitabile) conserva testimonianze molto antiche: ai suoi piedi si trovano tombe monumentali del periodo Wadi Suq, risalenti al II millennio a.C. Il forte e l’area archeologica appartengono quindi a epoche diverse della storia dello stesso luogo.
Gli insediamenti di Kush e, successivamente, di Al Mataf e Al Nudud aiutano invece a ricostruire lo sviluppo di Julfar, uno dei principali centri commerciali medievali della regione. Da qui transitavano merci e persone lungo le rotte del Golfo e dell’Oceano Indiano.
Sopra Shimal si conservano i resti di un complesso medievale che dominava la pianura, conosciuto come il Palazzo della regina di Saba. Il nome appartiene alla tradizione locale: non esistono riscontri archeologici che lo colleghino alla sovrana biblica.

Fonte: UNESCO World Heritage Centre

Fujairah

Nell’area di Al Bithnah, lungo Wadi Ham, sono state individuate sepolture del periodo Wadi Suq e testimonianze dell’età del Ferro. Il forte oggi visibile appartiene a un’epoca molto più recente, ma occupa una posizione strategica lungo una via di comunicazione utilizzata per millenni.

Anche Qidfa conserva importanti testimonianze funerarie preistoriche, mentre nell’area di Dibba, ad Al Muhallab, gli scavi hanno restituito sepolture e reperti che contribuiscono a ricostruire la storia di questo antico centro costiero. Nelle valli e sui rilievi dell’emirato si trovano inoltre numerose incisioni rupestri, un patrimonio diffuso che documenta il rapporto delle comunità con il territorio.

Ad Al Bidya si trova infine una delle più antiche moschee ancora in uso negli Emirati, riconoscibile per le quattro cupole sostenute da un unico pilastro centrale. La sua datazione è stata oggetto di diverse indagini: accanto alla tradizionale attribuzione al XV secolo, Fujairah Tourism riporta analisi più recenti che la collocano alla fine del XVI secolo. La moschea si inserisce in un contesto ricco di altre testimonianze archeologiche e di architetture difensive.
Fonte: discoverfujairah.ae

Ajman

Il sito principale emerso è Al Muwaihat / Mowaihat, con sepolture dell’età del Bronzo associate alla cultura Umm an-Nar. I reperti costituiscono una parte importante della raccolta archeologica dell’Ajman Museum. 
Il Museo nel Forte di Ajman è aperto, gratuito e visitabile.

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